Baha è un bambino rifugiato che la guerra ha strappato alla sua casa e alla scuola in Siria. La sua storia è raccontata da Francesco Pannofino

È pomeriggio e Baha fa un ultimo controllo dei suoi compiti di matematica prima di andare a scuola.

Baha ha 13 anni, la sua famiglia dopo aver perso casa e lavoro a causa della guerra in Siria ha deciso di fuggire per andare in Libano.  Dopo un anno, il ricordo della violenza e della guerra è ancora vivo nella vita di Baha.

“Con tutto quello che abbiamo vissuto noi bambini siamo stati costretti a crescere velocemente!”

“All’inizio quando gli aerei ci bombardavano avevo paura.
Con il tempo però mi sono abituato. Io e i miei amici abbiamo iniziato anche a uscire di casa per guardare come cadono i missili.”

Quando è arrivato con la sua famiglia in Libano, Baha ha perso quasi un anno di istruzione. Per due mesi ha lavorato al mercato per 12 ore al giorno.

“Ho deciso di andare a lavorare perché non sapevo più cosa fare tutto il giorno a casa.
Non avevo dove giocare e mi mancava tanto casa mia in Siria.
Almeno al mercato lavoravo talmente tanto che mi dimenticavo di tutto il resto.”

All’inizio di questo anno Baha è venuto a sapere che in una scuola vicina avevano appena iniziato i turni pomeridiani.

“Quando ho saputo che le iscrizioni erano aperte ho capito che non potevo perdere tempo. Subito, il giorno dopo, ho preso i miei documenti e sono corso a scuola.  Solo quando ho visto il preside scrivere il mio nome sul registro ho capito che ero finalmente iscritto.”

In Libano, all’inizio del 2016, erano più di 470 mila i bambini siriani in età scolare.

Per permettere a molti di loro di andare a scuola alcune strutture scolastiche hanno deciso di inserire anche i turni pomeridiani aumentando le proprie capacità di iscrizione.

Grazie al sostegno dell’UNHCR e dei suoi partner solo nel 2015 sono circa 160 mila i bambini rifugiati che hanno potuto iniziare una vita nuova iscrivendosi a scuola.

Le sfide nell’ambito dell’istruzione rimangono ancora molte sia per la scuola che per gli studenti come sostiene un’operatrice UNHCR:

“Soprattutto nel turno pomeridiano dove ci sono molti bambini siriani gli insegnanti cercano di rendere il più semplice possibile il programma scolastico facendo molte lezioni in arabo per facilitare la comprensione. L’ostacolo più grande per i bambini rifugiati, la maggior parte siriani, rimane quello di studiare in una lingua che non conoscono come il francese che viene usato nei programmi scolastici di molte scuole libanesi.”

Il sogno di Baha è diventare il fisico nucleare più famoso al mondo ed entrare nel Guiness dei primati. Ora che va a scuola, Baha è un passo più vicino alla realizzazione del suo sogno.