Fuggito con la sua famiglia dalla Siria, Mahmoud vive in Egitto. La sua vita è difficile. Vessato, discriminato, sogna di tornare a scuola e farsi una vita nuova con tanti amici. La sua storia è raccontata da Nino Frassica

Il conflitto scoppiato in Siria nel 2011 ha costretto e costringe ancora oggi migliaia di famiglie a fuggire per sopravvivere.

La famiglia di Mahmoud è una di queste.
Sono arrivati in Egitto dalla Siria e oggi vivono in un piccolo appartamento al Cairo ma le difficoltà non sono ancora finite. La complessa situazione interna al paese ha infatti alimentato la discriminazione nei confronti dei tanti siriani che vivono in Egitto.

Tra loro c’è proprio Mahmoud, 9 anni, che non ha la possibilità di andare a scuola e non ha amici, viene spesso maltrattato e picchiato dai suoi coetanei per il solo fatto di essere siriano. Quando prova a giocare e a socializzare con gli altri bambini la situazione si fa sempre violenta. Lui ha il sogno di tornare a scuola e farsi una vita nuova con tanti amici. Per questo motivo ha preso la decisione di fuggire di nuovo, questa volta da solo.

Mi chiamo Mahmoud. Ho 9 anni e vengo dalla Siria. Sono andato via dal mio paese da più di un anno. La mia vita qui è difficile perchè non vado a scuola. Aiuto mio padre a distribuire il pane. Quando lavoro però mi sento di essere l’uomo di casa. Non lo ha deciso mio papà che dovevo fuggire, un giorno mi ha solo chiesto: “Mahmoud, vuoi andare via di qui?” Poi però mi ha detto: “no ti prego, non andare, rimani con noi.”

Io volevo andare via perchè mi mancava andare a scuola e giocare con degli amici. Qui mi picchiano sempre. Se vado in un altro paese potrò almeno andare a scuola.”

Il padre, Mohamed, ha preso la difficile decisione di mettere suo figlio da solo su un’imbarcazione diretta in Italia nella speranza di offrirgli un futuro migliore.

“Nessuno manda suo figlio in giro per il mondo da solo se la sua vita non è in grave pericolo” ha spiegato Mohamed. “La nostra vita è troppo difficile qui”.

Come molte altre, l’imbarcazione di Mahmoud era in pessime condizioni ancor prima di lasciare le coste egiziane.

“Prima siamo entrati in un’imbarcazione piccola e poi ci hanno fatto salire su una più grande. Mi è venuto il mal di mare perchè era la prima volta che salivo su una barca.”

Mahmoud e gli altri passeggeri sono stati fermati e riportati indietro perché stavano lasciando il paese illegalmente. Hanno passato 5 giorni in un centro detenzione senza poter vedere nessuno.

 “Quando sono stato liberato e ho visto i miei genitori ero tanto felice”

 Al suo rientro al Cairo la felicità di essere sopravvissuto e di essere riuscito ad abbracciare la sua famiglia si è affievolita quando sono ricominciati i maltrattamenti e le violenze. Nonostante tutto lui non ha perso la speranza di riuscire un giorno a tornare a scuola e ricominciare così una nuova vita.

“Il mio sogno è che un giorno potrò tornare a scuola e avere di nuovo degli amici in un posto dove, io e la mia famiglia, potremo vivere felici"