Le storie di Muba, Bush e Rehab dal campo rifugiati di Ajuong Thok

mettiamocelo-in-testa-unhcr-italia-sud-sudan-48AJUONG THOK, ottobre 2016 – Il conflitto in Sud Sudan è causa di una tra le maggiori crisi umanitarie in corso nel mondo, provocando grande sofferenza e obbligando alla fuga un numero elevatissimo di persone.

Dal luglio del 2016, sono oltre 200 mila le persone costrette a fuggire e i rifugiati sud sudanesi nei paesi vicini sono oltre 1 milione.

Gli sfollati interni, causati da combattimenti in aree in precedenza pacifiche e dall’insicurezza alimentare sono circa 1,6 milioni.

Il Sud Sudan, inoltre, accoglie circa 272.000 rifugiati in gran parte provenienti dal Kordofan meridionale e dal Blue Nile States, in Sudan. La maggior parte vive nell’Unity State e nell’Upper Nile State, che ospitano anche il 50 per cento degli sfollati interni.

Ad ottobre 2016, abbiamo visitato il campo di Ajoung Thok, nell’Unity State, dove vivono oltre 40.000 persone. Il nuovo campo – quello di Pamir – è stato aperto a settembre 2016 per far fronte ai continui flussi di persone che arrivano dal Sudan.

I campi di Pamir e Ajoung Thok offrono un percorso scolastico completo e dunque la possibilità, a chi è stato costretto a fuggire da violenze e guerre, di potersi ricostruire un futuro.

IL CAMPO DI AJUONG THOK

L’UNHCR ha aperto il campo Ajuong Thok per accogliere le persone provenienti da Yida e oggi ospita oltre 40.000 persone.

Ad Ajuong Thok, l’UNHCR ha costruito strutture, forma insegnanti e distribuisce libri e materiali scolastici per circa 2500 bambini.

Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa, visita il campo di Ajoung Thok.

MUBA E BUSH DIAH

Muba ha 20 anni. È stata costretta a fuggire dalle Montagne di Nuba nel Kordofan meridionale in Sudan insieme al fratello Bush di 15 anni.

Muba e Bush sono orfani. I loro genitori sono stati uccisi dai soldati sudanesi. Senza altra alternativa se non la fuga, hanno iniziato un faticosissimo viaggio, camminando a piedi per due mesi e mezzo, senza acqua né cibo.

Oggi vivono nel campo di Ajuong Thok, dove oltre a un riparo possono andare a scuola.

REHAB

Quando è scoppiata la guerra, Rehab non ha avuto altra scelta che fuggire dalle Montagne di Nuba. Ha raggiunto il campo di Ajoung Thok a piedi.

E qui è iniziata la sua nuova vita.

Per garantire ai bambini rifugiati un’istruzione, l’UNHCR ha formato alcuni insegnanti come Rehab, che oggi insegna ai bambini più piccoli.

Andare a scuola aiuta questi bambini strappati dalla violenza alle loro case e ai loro cari a superare i traumi che si portano dietro. Come una delle bambine affidate a Rehab, orfana, senza nessuno che si prendesse cura di lei.

All’inizio non voleva andare a scuola, oggi ha 17 anni e frequenta la scuola secondaria.

Approfondimento
Dal luglio del 2016, sono oltre 200 mila le persone costrette a fuggire portando il numero di rifugiati sud sudanesi presenti nei paesi vicini a oltre 1 milione. La maggior parte degli arrivi più recenti sono stati registrati in Uganda, ma sono aumentate anche le persone in arrivo nella regione di Gambella in Etiopia Occidentale, mentre altri hanno cercato di raggiungere il Kenya, la Repubblica Democratica del Congo e la Repubblica Centrafricana.

Al contempo sono circa 1.6 milioni gli sfollati interni, una situazione in continuo deterioramento a causa dei combattimenti in aree in precedenza pacifiche del Western Equatoria e del Bahrl el Gazl occidentale, dell’insicurezza alimentare nell’area settentrionale di Bahr El Ghazal, nel Warrap States e nell’Equatoria occidentale, e della carenza di fondi che limita l’assistenza umanitaria.

Dalla fine di maggio 2016, il Sud Sudan accoglie circa 272.000 rifugiati, tra cui 251.000 provenienti Kordofan meridionale e dal Blue Nile States in Sudan. Nel paese sono presenti anche piccoli gruppi di rifugiati dalla Repubblica Democratica del Congo (15.000), Etiopia (4.400) e Repubblica Centrafricana (1.900).

La maggior parte dei rifugiati vive nell’Unity State e nell’Upper Nile State, che ospitano anche il 50% degli sfollati interni.